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Alla
fine del 1964, conclusa l'esperienza discografica con la Ricordi,
Giorgio Gaber è ormai una delle figure di spicco della canzone
italiana. Dopo gli inizi in chiave rock'n'roll di Ciao ti dirò
(1958) si è via via affermato come autore di delicate ballate
d'amore e di divertenti bozzetti di vita che ritraggono personaggi
e situazioni della Milano degli anni sessanta. Ma è anche
diventato un ottimo presentatore e intrattenitore televisivo, capace
di gestire il rapporto con il pubblico degli studi Tv e della grande
audience ad esso collegata sempre con molta eleganza e con molta
sicurezza, un'esperienza che avrà poi modo di mettere a frutto
nel modo migliore negli anni a venire.
Nel 1965 Gaber si lega discograficamente alla RIFI Records, e questa
antologia documenta la produzione dei primi nove singoli realizzati
per questa etichetta, con molte canzoni che vengono per la prima
volta presentate su CD. E' una produzione quanto mai varia, attraverso
la quale Gaber interpreta le varie facce del suo ruolo di cantante
di musica leggera, professionalmente impeccabile ed assolutamente
a suo agio in contesti musicali anche assai diversi tra loro: si
va infatti dal Festival di Sanremo (Mai mai mai Valentina, E allora
dai) al Festival di Napoli ('A pizza), dalle ballate di taglio politico-sociale
(Il nostro giorno è una celebrazione del 1° maggio, festa
dei lavoratori, mentre Lettera dalla Svizzera parla di emigrazione)
alle canzoni d'amore di classico taglio melodico (Gli anni che verranno,
Amore difficile amore, Un amore vuol dire, Le ore e le stelle) dalle
sigle televisive delle sue trasmissioni (Come ti amavo ieri da "Le
nostre serate") al soft-beat di (Lo sai che tu sei bella e
Brava Brava), dalle cover dal repertorio di Perry Como (Dream on,
Little dreamer che diventa Tu no) al piglio ironico e garbatamente
polemico nei confronti del suo vecchio amico Adriano Celentano (del
quale Gaber era stato chitarrista) con La risposta al ragazzo della
via Gluck, per finire con la tipica canzone di protesta di metà
anni sessanta - puntualmente rivestita di Beat - Ma voi ma voi ma
voi.
Completano l'antologia tre bonus-tracks: la cover di (Il ragazzo
della via Gluck), che compariva in una serie di 45 giri a formato
ridotto prodotti dalla RIFI e commercializzati in allegato ad altri
dischi o ad iniziative editoriali, Al bar del corso (lato b di Suono
chitarra, a sua volta compresa nel successivo album L'asse d'equilibrio)
con il quale partecipò nel 1967 al Festival delle Rose e
il tradizionale O bella ciao, proveniente dagli archivi della RIFI
e pubblicata per la prima volta in una antologia del 1986.
Luciano Ceri
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GIORGIO GABER
(Collezione singoli 1965-1967)
DISCOGRAFIA ORIGINALE RIFI RECORDS
RFN 16098 Il nostro giorno (1° maggio)/Lettera
dalla Svizzera 1965
RFN 16102 Pieni di sonno/Gli anni che verranno 1965
RFN 16111 Tu no/Amore difficile amore 1965
RFN 16114 Come ti amavo ieri/Un amore vuol dire 1965
RFL 14012 Un'ora con loro (con Mina) 1965
POP NP 20004 Te lo leggo negli occhi 1965
RFN 16124 Mai, mai, mai Valentina/Le ore e le stelle
1966
POP NP 30001 Il ragazzo della via Gluck 1966
RFN 16142 Lo sai che tu sei bella/Brava brava 1966
RFN 16155 La risposta al ragazzo della via Gluck/Ma
voi ma voi ma voi 1966
RFN 16167 'A pizza/Ballata de suonne 1966
RFN 16180 E allora dai/La libertà di ridere 1967
RFN 16203 Gulp gulp/Snoopy contro il barone rosso 1967
RFN 16229 Suona chitarra/Al bar del corso 1967
RFL 14027 L'asse d'equilibrio 1968
RFN 16348 La chiesa si rinnova/Eppure sembra un uomo
1969
L'ASSE D'EQUILIBRIO
(1968)

E' la ristampa dell'unico album realizzato da Gaber
per la RIFI Records e pubblicato nel febbraio del 1968,
a conclusione del contratto che lo legava all'etichetta
milanese. E' la prima volta che l'album viene riproposto
integralmente su cd ed è un documento estremamente
interessante per capire il percorso che porterà
Gaber di lì a poco ad intraprendere la straordinaria
avventura del teatro-canzone, iniziata nel 1970 con
il Signor G..
Non si tratta di un vero e proprio album a tema, ma
è evidente che ci troviamo di fronte al primo,
organico tentativo da parte di Gaber di abbandonare
lo schema ormai per lui piuttosto stretto della classica
canzone di consumo, per cercare di raccontare invece
i dubbi e le perplessità di un uomo di fronte
al mondo che lo circonda. Le tematiche appena accennate
in Ma voi ma voi ma voi, E allora dai, La libertà
di ridere trovano più ampio respiro e prendono
corpo con più consistenza attraverso un taglio
politico e sociale già molto acuto e che vede
sin da adesso al centro del discorso di Gaber l'umanità
del singolo individuo, attraverso la fragilità,
i suoi gesti di coraggio, le sue manifestazioni di gioia
e di dolore.
Insomma si tratta di una vera e propria prova generale
di quanto avverrà in seguito, e lo è anche
dal punto di vista musicale perché Gaber cerca
molto la varietà nella forma delle singole canzoni,
senza mai rinunciare però a linee melodiche tanto
decise quanto semplici, caratteristiche queste che si
ritroveranno in tutti i suoi lavori a seguire. E non
è un caso che proprio una di queste canzoni (Eppur
sembra un uomo) verrà poi ripresa e inserita
all'interno del Signor G., per non parlare di (La chiesa
si rinnova), ripresa prima nell'album I borghesi del
1971 e poi ancora (riveduta e corretta) nel corso di
alcuni spettacoli degli anni novanta. L'album segna
anche l'inizio della collaborazione con Giorgio Costellato,
che firmerà poi gli arrangiamenti di moltissimi
degli spettacoli/dischi legati alla formula del teatro-canzone,
così come significativa è la collaborazione
con Herbert Pagani (con il quale Gaber firma tre brani),
altro autore alla ricerca di un modo nuovo di parlare
delle cose della vita attraverso le canzoni.
Sono sette le bonus-tracks che completano questo cd:
La libertà di ridere era il lato b di E allora
dai, presentata a Sanremo nel 1967; Gulp gulp era la
sigla del fortunato show televisivo Diamoci del tu che
Gaber conduceva insiema a Caterina Caselli. Sul retro
di quel 45 giri compariva Snoopy contro il barone rosso,
cover di un fortunato successo americano (Snoopy versus
the Red Baron) portato al successo dai Royal Guardsmen,
mentre Dopo la prima sera faceva parte di un album condiviso
a metà con Mina (Un'ora con loro) pubblicato
nel 1965 ed infine Te lo leggo negli occhi, un brano
firmato da Sergio Bardotti e da Sergio Endrigo e portato
al successo da Dino, pubblicato in una serie di 45 giri
a formato ridotto prodotti dalla RIFI e commercializzati
in allegato ad altri dischi o ad iniziative editoriali.
In chiusura due inediti assoluti: Il sogno, probabilmente
proveniente dalle sedute d'incisione dell'album L'asse
d'equilibrio, e Ciao ciao Majorca che non fu mai pubblicato
in Italia ma solamente in Spagna, in virtù del
fatto che con questa canzone Gaber vinse nel 1967 il
4° Festival Internazionale della Canzone di Majorca.
Luciano Ceri
Questo CD fa parte del catalogo storico
di GIORGIO GABER.
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