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MINA una storia. il mito
Questo
non è solo un doppio CD, è anche un libro di testo. E in quanto
tale, è quasi una novità per il pubblico italiano: che può trovare
nei negozi di dischi interessantissimi cofanetti e antologie dedicate
ai grandi nomi della musica internazionale, realizzati con la massima
cura per quanto riguarda sia la selezione dei brani, sia la confezione
e il corredo informativo.
I grandi nomi della musica italiana, invece, non hanno quasi mai
goduto della stessa attenzione da parte della discografia nazionale:
tranne pochi e benemeriti esempi, non esistono realizzazioni discografiche
dedicate al repertorio degli artisti di casa nostra che siano state
guidate contemporaneamente dall'attenzione filologica e dal rispetto
meticoloso della cronologia, e siano state corredate da un apparato
informativo e iconografico completo e dettagliato.
Questo doppio CD è dunque un'eccezione e (speriamo) un esempio
da imitare per il futuro. Riproponendo tutte le canzoni cantate
in italiano da Mina e pubblicate a 45 giri sul mercato italiano
dall'etichetta Ri-Fi fra il 1963 e il 1967 (con l'aggiunta
di quattro brani usciti nel 1968), distribuite su due compact disc
in rigorosa sequenza cronologica - da "Città vuota", uscita
sul lato A di un 45 giri pubblicato nel dicembre del 1963, a "Non
illuderti", uscita sul lato B di un 45 giri pubblicato nell'ottobre
1968 - , "Una storia. Il mito" mette a disposizione un documento
musicale di grande valore artistico e di inestimabile interesse
storico.
In questi nostri tempi, in cui anche la musica spesso sdegnosamente
definita "leggera" è finalmente riconosciuta come un patrimonio
culturale, e in cui la produzione musicale della seconda metà del
secolo scorso acquista un significato fondamentale per la comprensione
dell'evoluzione del gusto, poter riascoltare - in qualità digitale
e su un supporto non soggetto a rapido deterioramento (quale erano
i dischi a 45 giri in vinile) - le canzoni che la più grande interprete
italiana ha inciso e proposto al pubblico negli anni cruciali della
propria maturazione costituisce un privilegio e un'opportunità imperdibile.
Per inquadrare il periodo al quale queste registrazioni appartengono,
ricordiamo che il debutto discografico di Mina è datato 1958: nel
dicembre di quell'anno uscirono contemporaneamente due 45 giri con
la voce dell'allora giovanissima cantante: "When"/"Be bop a lula"
(pubblicato con lo pseudonimo di Baby Gate) e "Malattia"/"Non
partir", a nome Mina. Le etichette discografiche erano
Broadway e Italdisc; per la prima, nei mesi seguenti
(fino al giugno 1959) uscirono altri quattro 45 giri firmati Baby
Gate; per la seconda, e fino all'ottobre 1963, altri 51 singoli
a nome Mina (altri due ne usciranno nella prima metà del
1964, dopo che Mina era già passata nella scuderia Ri-Fi).
Il rapporto di Mina con la Italdisc di Davide
Matalon fu interrotto nel 1962; in quell'anno, come scrive Mario
De Luigi nel saggio "Mina, quarant'anni di dischi" (nel
volume "Mina - Una forza incantatrice", EuresisEdizioni,
1998), la Ri-Fi, "creata alla fine degli anni Cinquanta da
Giovanni Battista Ansoldi, industriale nel campo delle materie
plastiche approdato alla discografia... è fra le più attive e dinamiche
del settore... ha bisogno di un grosso nome per dare lustro all'etichetta,
e l'accordo con Mina sembra corrispondere anche alle esigenze
dell'artista.
Il nuovo sodalizio funziona egregiamente". Ed è proprio al periodo
del sodalizio fra Mina e Ri-Fi, che durerà ufficialmente
fino al dicembre 1967 (quando uscì il primo singolo di Mina
per la propria personale etichetta, la PDU), che appartiene
il repertorio discografico di questo doppio CD.
È giusto ora sottolineare come negli anni Sessanta il 45
giri sia stato il supporto musicale più diffuso e significativo:
l'album a 33 giri, che si andò affermando prima sul mercato anglosassone,
e solo verso la fine del decennio anche su quello italiano, fu al
principio soprattutto una raccolta di canzoni già uscite su "singolo".
Era con i 45 giri che si costruivano la notorietà e la carriera
dei cantanti: la radio, gli allora diffusissimi juke-box e gli ubiqui
mangiadischi servivano a far conoscere una singola canzone e a trasformarla,
se ne aveva le qualità, in un successo che spesso toccava i milioni
di copie vendute.
Fu dunque attraverso i 45 giri che anche Mina ottenne la
propria fama e consolidò la propria credibilità presso la critica;
e i 45 giri raccolti in questo doppio CD sono le tappe di questa
scalata. Ma "Una storia. Il mito", includendo anche i lati
B dei 45 giri, offre e permette anche un'altra chiave di lettura
di grande interesse. È noto come il "lato A" di un 45 giri
venisse considerato normalmente come la canzone più importante,
quella sulla quale si concentravano le aspettative di vendita, quella
alla quale erano affidate le speranze di entrare in classifica.
È accaduto di rado che la canzone del "lato B" ottenesse
più successo di quella sul lato A; e fu solo nel febbraio 1967 che
i Beatles, precursori e iconoclasti (ma anche, in questo
caso, forzati da necessità discografiche) diedero alle stampe il
primo 45 giri "double A sided", cioè con due facciate A, ovvero
con due canzoni considerate ugualmente importanti: "Penny Lane"
e "Strawberry Fields Forever".
Ecco: poter riascoltare anche tutte le canzoni dei lati B dei 45
giri di Mina del periodo trattato in questi dischi (raramente
o mai incluse in antologie o compilazioni di successi) è, oltre
che interessante e divertente, anche affascinante. Sul "lato oscuro"
del singolo trovavano infatti spazio non solo brani di autori meno
prestigiosi o meno "commerciali", ma anche composizioni più "difficili",
più sperimentali, a volte lontane dal genere abituale dell'interprete;
e anche certi divertissement scherzosi, certi esercizi di stile
vocale che - riascoltati oggi, e in prospettiva di analisi storiografica
e artistica - si rivelano a volte precursori di scelte che sarebbero
state perfezionate e comprese solo negli anni a venire.
"Una
storia. Il mito", inoltre, non è (come dicevamo all'inizio)
soltanto un doppio CD musicale; ne fa parte integrante un libretto
ricchissimo di informazioni dettagliate su ogni singola canzone,
compilato a cura di Loris Biazzetti, enciclopedico capo carismatico
del Mina Fans Club. E il libretto è splendidamente illustrato
- ma direi piuttosto integrato - dalla riproduzione a colori di
tutte le copertine dei 45 giri, concesse da Piera Pasotto,
unica collezionista a poter vantare il possesso di un archivio così
completo e ben conservato. Queste copertine, a loro volta, meriterebbero
un lungo discorso a parte. Non solo perché rappresentano di per
se stesse un pezzetto di storia della musica incisa e distribuita
in Italia, ma anche perché costituiscono una straordinaria documentazione
della grafica industriale degli anni Sessanta.
Progettate e realizzate in buona parte dallo Studio Moletti,
messe una in fila all'altra consentono di leggere in filigrana un'evoluzione
del gusto iconografico che è andata di pari passo con l'evoluzione
del design e della moda. E sono considerabili, pur tenendo conto
della loro diffusione in centinaia di migliaia (quando non in milioni)
di copie, come una bellissima serie di multipli d'autore.
Musica, memorie storiche, immagini: "Una storia. Il mito"
non è dunque soltanto un disco, e non è soltanto un libro di testo:
è anche, per quanti conservano di Mina e degli anni Sessanta
un ricordo personale e affettuoso, un emozionante viaggio sul filo
della memoria e della nostalgia.
Franco Zanetti
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