MINA

SE TELEFONANDO...

Per la prima volta viene usata la grafica originale della busta dello storico 45 giri omonimo per un CD che contiene una compilation abbastanza anomala, perché all'interno troviamo contemporaneamente storiche interpretazioni di MINA in italiano, in inglese e in spagnolo. E' grazie a questi presupposti che troviamo
il vero valore aggiunto di questa Compilation storica che vede la grande MINA e il suo immenso talento alle prese con canzoni, tra le più disparate per la loro diversità, ma, assolutamente,omogenee grazie ad un solo denominatore comune: la Sua straordinaria Voce.
La veste grafica di questo CD è una assoluta novità per tutti, ma i numerosi Fans di Mina sono già scatenati sono stati preventivamente informati della pubblicazione di Se Telefonando… dalla loro rivista (Fanzine) del Mina Fans Club al quale noi abbiamo dato la notizia in anteprima.
Forse, involontariamente, abbiamo creato una richiesta prima della pubblicazione ufficiale che sarà 1l 13 settembre 2002.

 

MINA una storia. il mito

Questo non è solo un doppio CD, è anche un libro di testo. E in quanto tale, è quasi una novità per il pubblico italiano: che può trovare nei negozi di dischi interessantissimi cofanetti e antologie dedicate ai grandi nomi della musica internazionale, realizzati con la massima cura per quanto riguarda sia la selezione dei brani, sia la confezione e il corredo informativo.

I grandi nomi della musica italiana, invece, non hanno quasi mai goduto della stessa attenzione da parte della discografia nazionale: tranne pochi e benemeriti esempi, non esistono realizzazioni discografiche dedicate al repertorio degli artisti di casa nostra che siano state guidate contemporaneamente dall'attenzione filologica e dal rispetto meticoloso della cronologia, e siano state corredate da un apparato informativo e iconografico completo e dettagliato.

Questo doppio CD è dunque un'eccezione e (speriamo) un esempio da imitare per il futuro. Riproponendo tutte le canzoni cantate in italiano da Mina e pubblicate a 45 giri sul mercato italiano dall'etichetta Ri-Fi fra il 1963 e il 1967 (con l'aggiunta di quattro brani usciti nel 1968), distribuite su due compact disc in rigorosa sequenza cronologica - da "Città vuota", uscita sul lato A di un 45 giri pubblicato nel dicembre del 1963, a "Non illuderti", uscita sul lato B di un 45 giri pubblicato nell'ottobre 1968 - , "Una storia. Il mito" mette a disposizione un documento musicale di grande valore artistico e di inestimabile interesse storico.

In questi nostri tempi, in cui anche la musica spesso sdegnosamente definita "leggera" è finalmente riconosciuta come un patrimonio culturale, e in cui la produzione musicale della seconda metà del secolo scorso acquista un significato fondamentale per la comprensione dell'evoluzione del gusto, poter riascoltare - in qualità digitale e su un supporto non soggetto a rapido deterioramento (quale erano i dischi a 45 giri in vinile) - le canzoni che la più grande interprete italiana ha inciso e proposto al pubblico negli anni cruciali della propria maturazione costituisce un privilegio e un'opportunità imperdibile.

Per inquadrare il periodo al quale queste registrazioni appartengono, ricordiamo che il debutto discografico di Mina è datato 1958: nel dicembre di quell'anno uscirono contemporaneamente due 45 giri con la voce dell'allora giovanissima cantante: "When"/"Be bop a lula" (pubblicato con lo pseudonimo di Baby Gate) e "Malattia"/"Non partir", a nome Mina. Le etichette discografiche erano Broadway e Italdisc; per la prima, nei mesi seguenti (fino al giugno 1959) uscirono altri quattro 45 giri firmati Baby Gate; per la seconda, e fino all'ottobre 1963, altri 51 singoli a nome Mina (altri due ne usciranno nella prima metà del 1964, dopo che Mina era già passata nella scuderia Ri-Fi).

Il rapporto di Mina con la Italdisc di Davide Matalon fu interrotto nel 1962; in quell'anno, come scrive Mario De Luigi nel saggio "Mina, quarant'anni di dischi" (nel volume "Mina - Una forza incantatrice", EuresisEdizioni, 1998), la Ri-Fi, "creata alla fine degli anni Cinquanta da Giovanni Battista Ansoldi, industriale nel campo delle materie plastiche approdato alla discografia... è fra le più attive e dinamiche del settore... ha bisogno di un grosso nome per dare lustro all'etichetta, e l'accordo con Mina sembra corrispondere anche alle esigenze dell'artista.

Il nuovo sodalizio funziona egregiamente". Ed è proprio al periodo del sodalizio fra Mina e Ri-Fi, che durerà ufficialmente fino al dicembre 1967 (quando uscì il primo singolo di Mina per la propria personale etichetta, la PDU), che appartiene il repertorio discografico di questo doppio CD.

È giusto ora sottolineare come negli anni Sessanta il 45 giri sia stato il supporto musicale più diffuso e significativo: l'album a 33 giri, che si andò affermando prima sul mercato anglosassone, e solo verso la fine del decennio anche su quello italiano, fu al principio soprattutto una raccolta di canzoni già uscite su "singolo". Era con i 45 giri che si costruivano la notorietà e la carriera dei cantanti: la radio, gli allora diffusissimi juke-box e gli ubiqui mangiadischi servivano a far conoscere una singola canzone e a trasformarla, se ne aveva le qualità, in un successo che spesso toccava i milioni di copie vendute.

Fu dunque attraverso i 45 giri che anche Mina ottenne la propria fama e consolidò la propria credibilità presso la critica; e i 45 giri raccolti in questo doppio CD sono le tappe di questa scalata. Ma "Una storia. Il mito", includendo anche i lati B dei 45 giri, offre e permette anche un'altra chiave di lettura di grande interesse. È noto come il "lato A" di un 45 giri venisse considerato normalmente come la canzone più importante, quella sulla quale si concentravano le aspettative di vendita, quella alla quale erano affidate le speranze di entrare in classifica. È accaduto di rado che la canzone del "lato B" ottenesse più successo di quella sul lato A; e fu solo nel febbraio 1967 che i Beatles, precursori e iconoclasti (ma anche, in questo caso, forzati da necessità discografiche) diedero alle stampe il primo 45 giri "double A sided", cioè con due facciate A, ovvero con due canzoni considerate ugualmente importanti: "Penny Lane" e "Strawberry Fields Forever".

Ecco: poter riascoltare anche tutte le canzoni dei lati B dei 45 giri di Mina del periodo trattato in questi dischi (raramente o mai incluse in antologie o compilazioni di successi) è, oltre che interessante e divertente, anche affascinante. Sul "lato oscuro" del singolo trovavano infatti spazio non solo brani di autori meno prestigiosi o meno "commerciali", ma anche composizioni più "difficili", più sperimentali, a volte lontane dal genere abituale dell'interprete; e anche certi divertissement scherzosi, certi esercizi di stile vocale che - riascoltati oggi, e in prospettiva di analisi storiografica e artistica - si rivelano a volte precursori di scelte che sarebbero state perfezionate e comprese solo negli anni a venire.

"Una storia. Il mito", inoltre, non è (come dicevamo all'inizio) soltanto un doppio CD musicale; ne fa parte integrante un libretto ricchissimo di informazioni dettagliate su ogni singola canzone, compilato a cura di Loris Biazzetti, enciclopedico capo carismatico del Mina Fans Club. E il libretto è splendidamente illustrato - ma direi piuttosto integrato - dalla riproduzione a colori di tutte le copertine dei 45 giri, concesse da Piera Pasotto, unica collezionista a poter vantare il possesso di un archivio così completo e ben conservato. Queste copertine, a loro volta, meriterebbero un lungo discorso a parte. Non solo perché rappresentano di per se stesse un pezzetto di storia della musica incisa e distribuita in Italia, ma anche perché costituiscono una straordinaria documentazione della grafica industriale degli anni Sessanta.

Progettate e realizzate in buona parte dallo Studio Moletti, messe una in fila all'altra consentono di leggere in filigrana un'evoluzione del gusto iconografico che è andata di pari passo con l'evoluzione del design e della moda. E sono considerabili, pur tenendo conto della loro diffusione in centinaia di migliaia (quando non in milioni) di copie, come una bellissima serie di multipli d'autore.

Musica, memorie storiche, immagini: "Una storia. Il mito" non è dunque soltanto un disco, e non è soltanto un libro di testo: è anche, per quanti conservano di Mina e degli anni Sessanta un ricordo personale e affettuoso, un emozionante viaggio sul filo della memoria e della nostalgia.

Franco Zanetti