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MASSIMO MORICONI, nato a Roma nel 1955, inizia
a suonare il basso elettrico all'età di 13 anni.
Già negli anni 70 svolge un'intensa attività concertistica
che lo porta a collaborare con i più grandi nomi del jazz
internazionale tra i quali: Lee Konitz, Chet Baker,
Toot Thielemans, Barney Kessel, Tal Farlow,Archie Sheep,
Billy Cobham e molti altri.
Suona inoltre con i più prestigiosi gruppi Italiani: Sestetto
Valdambrini - Piana, Saxes Machine di
Bruno Bianco, Maurizio Giammarco, Franco
D'Andrea, Tullio De Piscopo etc, etc.
La sua versatilità lo spinge , con successo nel mondo
della musica leggera: dal 1983 è il bassista di Mina
e dal 1993 anche di Fabio Concato.
Un'intensa attività come side-man lo vede suonare per
otto anni con l'orchestra ritmi leggeri della RAI
e collaborare con i migliori direttori italiani : A.Trovaioli
, E. Morricone, B. Canfora e altri. Nell' 88 e 89
viene invitato come rappresentante italiano a far parte
della big band Europea per i concerti dell' U.E.R.
dove è stato definito dalla critica specializzata "uno
dei migliori bassisti Europei".
Come compositore realizza tre dischi con il suo nome :
1981 "Bass in the sky" 1987 "Full" 1991 "Massimo Moriconi
trio" e nel gennaio 2001 pubblica per la MBO Music il
suo ultimo lavoro "D'improvviso".
Dal 1990 è direttore didattico presso l'università di
Roma. |
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MASSIMO
MORICONI
"D'IMPROVVISO"
L'elenco
degli album - oltre 200 - ai quali ha preso parte e' sterminato,
l'elenco degli artisti con i quali ha collaborato e' impressionante
e altisonante. Eppure Massimo Moriconi, bassista per passione
dall'età di tredici anni ( oggi ne ha 45 ) , pur andando orgoglioso
del proprio curriculum non è un musicista di quelli "chiacchere
e distintivo " : anzi, se cita i nomi di personaggi del mondo della
musica con i quali ha avuto occasione di condividere il palco o
sala di registrazione, non lo fa mai con l'enfasi vanitosa del namedropper
ma con la modestia quasi sorpresa di chi, grazie appunto alla musica,
ha avuto il piacere di scambiare esperienze e sensazioni con colleghi
di ogni statura e di ogni parte del mondo. La stessa disinvolta,
dinoccolata andatura dell'uomo Moriconi e' anche il passo di questo
disco: che si intitola "D'improvviso" proprio perché non è stato
progettato a tavolino per esigenze o necessità commerciali né promozionali,
ma è nato spontaneamente da un'idea giustappunto - improvvisa. L'idea
di immaginare melodie e motivi pensando ad alcuni dei compagni di
strada più cari a Massimo. Che ha scritto alcuni brani( e altri
ne ha scelti fra gli standard internazionali del jazz, con una importante
eccezione di cui diremo fra poco) proprio in funzione delle caratteristiche
degli artisti ai quali pensava di chiedere compagnia, collaborazione
e aiuto. Così in questo album di Massimo Moriconi sfilano alcuni
dei musicisti più prestigiosi della scena strumentale contemporanea
(Phil Woods e Renato Sellani, Ellade Bandini
e Danilo Rea, Eric Marienthal e Franco Ambrosetti,
Franco Ventura e Luciano Zadro e Andrea Braido);
musicisti che hanno risposto in amicizia e con entusiasmo alla chiamata
di Massimo, e che hanno realizzato i brani dell'album quasi sempre
" al primo scatto ",alla prima take, secondo il gusto dell'istantanea
che è di Moriconi ("mi piace fare musica senza mettermi in posa,
senza cercare l'effetto, ma in spontaneita', in naturalezza"). Anche
Mina . Che a Massimo, suo bassista di fiducia dal 1983,ha
subito accettato di fare il regalo della sua voce unica, per interpretare
da par suo una canzone che Moriconi ha scritto proprio pensando
a lei. E' " Così " , un brano nello stile elegante e sussurrato
che ci ricorda immediatamente le grandi trasmissioni televisive
di Antonello Falqui degli anni sessanta ("Studio uno" in
testa) e le grandi orchestre di Bruno Canfora, Gianni
Ferrio, Pino Calvi: e che suona intimo e discreto, suggestivo
e rarefatto, con il basso, la batteria, il pianoforte e il sax che
si lasciano accarezzare dalla voce della signora. Un'altra voce
della canzone italiana che potete ritrovare in "D'improvviso", forse
con qualche sorpresa, è quella di Fabio Concato ( in "Adoro
quando lo fai ") : forse non tutti conoscono l'amore del cantautore
milanese per il jazz e la musica latina, che traspare evidente dal
divertimento e dal gusto con il quale Concato canta - improvvisando
nel finale - la canzone di Moriconi e Samuele Cerri. Assai
meno nota, ma altrettanto emozionante, è la voce di Maurizio Rota,
che carica di sofferenza e di sincerità le parole di " Zoe unplugged
", il brano che chiude il disco. Nel panorama di stili e generi
proposto da "D'improvviso" ("c'è tutta la musica, dalla canzone
al free jazz" spiega Moriconi) spiccano poi una rispettosa riproposizione
di " I giardini di marzo " di Lucio Battisti, il tributo
al collega Pastorius di "Pensando a Jaco" ( quasi una suite in diversi
movimenti), l'elegantissimo duetto contrabbasso - pianoforte fra
Moriconi e Sellani per "I love you" di Cole Porter
, il blues dell'omonimo brano… tutte diverse istantanee musicali
che contribuiscono a comporre un album gradevolissimo e mai banale,
di altissima qualità strumentale ma esente da gratuiti virtuosismi,
che piacerà sia ai cultori del jazz sia a chi ama la musica leggera
intelligente e raffinata.
Franco Zanetti
| PS. Se vi stupisce il fatto che
non abbiamo speso parole per le doti di compositore e
di bassista di Massimo Moriconi , basta che ascoltiate
il disco. Capirete perché ci è parso pleonastico descrivervele…
Ricordiamo che l'art - direction della cover e le fotografie
sono di Luciano Tallarini. |
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